In occasione dell’Inaugurazione della sede diplomatica, Ambasciata e Consolato della Repubblica di Lituania presso la Repubblica Italiana, abbiamo sentito l’Ambasciatore S.E. Ričardas Šlepavičius per capire quali storie si celano dietro il lavoro di ristrutturazione appena terminato.

S. E. Ričardas Šlepavičius cosa ha rappresentato il dominio sovietico per la Lituania e i suoi uffici diplomatici a Roma?

“L’occupazione Sovietica in Lituania è durata 50 anni (1940 – 1990). In condizione di isolamento internazionale, i deboli piccoli ed indifesi governi baltici si arresero in pochi giorni e le tre Repubbliche (Lettonia, Estonia e Lituania) furono così invase ed occupate da alcune centinaia di migliaia di soldati sovietici.

Sullo stato d’animo della popolazione lituana influì sensibilmente la deportazione di un grandissimo numero di persone nelle zone orientali dell’Unione Sovietica. Il 14 giugno 1941, in tutti i paesi baltici, Lituania, Estonia, Lettonia, si effettuarono massicci arresti dei cittadini innocenti: durante una sola notte, 6 000 lituani furono deportati in Siberia per lavorare incondizioni inumane. Successivamente, il terrore dilagò fra le popolazioni dei nostri paesi. Notte e giorno persone vennero arrestate nelle città e nei villaggi e portate alle stazioni ferroviarie, dove le caricavano su vagoni merci e portavano via dal loro Paese. Le deportazioni continuarono, con il totale di 132 000 dei vittimi dal 1941 al 1952. Tantissimi non ritornarono mai e morirono lontano dalla loro casa. Quelli che furono rimasti in Lituania sperimentarono una vita nel sistema disastroso, sentendo le restrizioni in tutte le sfere: l’educazione, la religione e lalibertàdi parola. Fino ad ora l’Unione Sovietica ai lituani rappresenta tremende limitazioni e disumanizzazione. La generazione che ha sperimentato il terrore rosso non lo scorderà mai trasmettendo la coscienza storica ai giovani.

La storia dell’ambasciata di Lituania in Italia è anche piuttosto drammatica: il governo lituano acquistò negli anni ’40 del secolo scorso uno splendido edificio, poi divenuto noto come Villa Lituania. Con l’occupazione della Lituania da parte dell’Armata Rossa, l’edificio divenne uno degli uffici dell’ambasciata dell’Unione Sovietica. La sede dell’ambasciata lituana non fu più restituita ai suoi legittimi proprietari, nemmeno dopo la proclamazione dell’indipendenza del 1990, e nonostante le ripetute rivendicazioni di Vilnius.

La Lituania fu la prima a restaurare la propria indipendenza l’11 marzo del 1990, liberandosi dall’occupazione sovietica; la reazione dei sovietici si concretizzò nella “domenica di sangue” del 13 gennaio 1991, quando 14 manifestanti vennero uccisi dai militari dell’Armata rossa durante la difesa della torre della televisione e del Comitato radiotelevisivo. Dell’avvenimento i lituani conservano ancora un vivido ricordo scioccante che trasmettono alle generazioni del futuro.”

 

In che modo il popolo della Lituania ha vissuto il centenario dell’indipendenza?

“Lo stato Lituano fu creato nel XIII secolo. Il nostro unico re Mindaugas fu incoronato il 6 luglio 1253: fino ad oggi commemoriamo questa data come l’inizio del percorso storico della Lituania. Comunque alla fine del XVIII secolo, dopo le spartizioni dalla parte della Prussia, dell’Impero Russo e dell’Impero austriaco abbiamo perso la Confederazione Polacco-Lituana, stato sovrano che è esistito dal XIV secolo. La rinascita dello Stato Lituano è avvenuta il 16 febbraio 1918, che è uno dei più importanti momenti della storia del Paese e della costruzione dell’identità nazionale. Per l’occasione lo Stato, che sta vivendo una crescita turistica pari al 10% circa ogni anno, ha messo in programma centinaia di eventi, mostre e manifestazioni speciali sia in Lituania che all’estero. La Lituania ha riportato il centro storico di Vilnius, patrimonio Unesco, come era nel 1918, quando è stato firmato L’Atto d’indipendenza: le strade hanno ripreso i loro nomi antichi, i ristoranti hanno proposto speciali menù con piatti popolari del tempo menzionato e molte istituzioni hanno sostituito le loro insegne con quelle di un secolo fa. I turisti hanno potuto partecipare alle performance musicali dal vivo ed ai tour gratuiti della città per scoprire come si viveva a Vilnius nei giorni della dichiarazione dell’Indipendenza. ”

 

Come sono i rapporti bilaterali tra lo Stato Italiano e la Repubblica di Lituania?

“L’Italia è un importante e stabile partner economico per la Lituania: è il n. 8 nell’elenco dei partner commerciali, n. 15 nell’elenco dei partner di esportazione, n. 5 nell’elenco dei partner di importazione, n. 28 nella lista degli investitori e n. 10 nella lista dei turisti in arrivo. Il settore turistico, infatti, è diventato uno dei punti più forti della nostra collaborazione fruttuosa: l’Italia viene visitata da circa 25 mila lituani ogni anno.

La cooperazione economica tra la Lituania e l’Italia, invece, sta anche affrontando un continuo aumento. Nel 2019: le aspettative di mantenere le attuali tendenze (nel 2018: esportazioni: 0,61 miliardi eur, + 1,89%; importazione LT: 1,54 miliardo, + 4,18%).

Il mercato italiano, essendo ampio, offre tante nuove opportunità e spazio per i nostri produttori. Le importazioni dalla Lituania dall’Italia sono ammontate a 1,54 miliardi euro, e, rispetto al 2017, sono aumentate del 4,18%.

Importanti gruppi di merci esportate da Lituania in Italia nel 2018: Latte e prodotti lattiero caseari; Uova; Miele naturale, Legno e articoli di legno, Mobili, Pesce e crostacei, Macchine ed apparecchi elettronici, Materie plastiche.

Principali gruppi di merci importate da Lituania in Italia nel 2018: Macchine e attrezzature meccaniche, Veicoli terrestri, Materie plastiche e articoli relativi, Macchine e attrezzature elettriche, Bevande analcoliche e alcoliche e aceto, Mobili; Biancheria da letto, Materassi, Articoli in ferro o acciaio.

L’attività commerciale più popolare in Italia è quella svolta dalle aziende alimentari e delle bevande lituane. Nel dicembre 2011 è stata fondata la Camera di Commercio Italo-Lituana, che ha la missione di riunire le imprese lituane e italiane insieme ai singoli imprenditori, mediare e fornire consulenza aziendale e altro supporto.”

 

E’ soddisfatto della ristrutturazione degli uffici diplomatici Lituani a Roma?

“La nuova sede dell’Ambasciata è stata inaugurata con tanto successo. Il progetto di grande qualità è stato completato in tempo e corrisponde alle nostre aspettative insieme alle capacità. Vorrei esprimere tutta la mia ammirazione e gratitudine per la responsabile della manutenzione, architetta Margot Neumaier, e per lo studio WOA con l’architetto Gabriele Chiaretti. I risultati di qualità eccezionale raggiunti dalle aziende Data Lavori, HSC Baltic e L’Officina mostrano l’innegabile senso di responsabilità e affidabilità insieme all‘immenso potenziale della collaborazione italo-lituana.”

 

Come sono stati i rapporti con la ditta italiana “Delta Lavori” che ha gestito i lavori?

Il progetto della ristrutturazione della nuova sede dell’Ambasciata è stato molto complesso. La maggior parte dei lavori è stata effettuata dall’azienda Delta Lavori. Nonostante la missione problematica di unire la modernità e la funzionalità con i requisiti ambientali del patrimonio architettonico del Palazzo Blumenstihl, l‘obbietivo è stato raggiunto. La comunicazione efficace ha portato i risultati bilanciati: uno stile eccezionale e accogliente con la combinazione degli elementi nordici e l’autenticità italiana. Vorrei ringraziare cordialmente a tutti i responsabili dell’azienda “Delta Lavori” per la proficua cooperazione, e augurarVi un buon procedimento e tanto successo nella vita professionale e personale.

 

Ringraziamo S.E. Ričardas Šlepavičius per la pazienza e la gentile collaborazione.

I lavori di ristrutturazione dell’Ambasciata Lituana presso lo Stato Italiano